Zeppole Napoletane (Dolce Natalizio)

dic 8, 2007 Author: Gatto Felino | Filed under: La Ricetta della Nonna

Difficoltà: Media
Tempo Richiesto (in minuti): 60
 

Ingredienti (per 4 persone):

1 bicchiere di farina,

1 bicchiere d’acqua,

 sale,

1 bicchierino di cognac,

olio,

zucchero.
Preparazione: Mettere un bicchiere d’acqua e il cognac in un pentolino e portarlo a bollore. Misurare con lo stesso bicchiere la medesima quantità di farina e buttarla nell’acqua quando bolle. Girare energicamente per evitare che si formino grumi e lasciar cuocere sino a quando la pasta si staccherà dal tondo del pentolino. Ungere d’olio il piano lavoro e rovesciarci sopra il composto. Lavorare la pasta pestandola un poco e piegandola su se stessa per parecchie volte sul tipo della sfoglia. Fare poi un rotolino poco piu grosso di un dito e tagliarlo ogni quindici centimetri circa. Congiungere le due estremità così da ottenere delle ciambelline ovali oppure a forma di otto e metterle a friggere in olio bollente sino a che non si saranno dorate. Cospargere di zucchero le zeppole prima di servire.
Vino Consigliato: Moscato

Filastrocca dei Numeri

dic 8, 2007 Author: Gatto Felino | Filed under: Pensieri di Bambini

C’è lo Zero rotondetto, che saltella sopra il letto;

C’è l’Uno magrolino che può entrare in un camino;

C’è il Due un poco storto che dovunque io mi porto;

C’è il Tre con due gobbette che di piangere non smette;

C’è il Quattro a seggiolina che si tuffa in piscina;

C’è il Cinque assai panciuto che beve pioggia con l’imbuto;

C’è il Sette a braccia aperte che a fare piroette si diverte;

C’è l’Otto grassottello che galoppa sul cammello;

C’è il Nove con un gran testone che ci canta una canzone.

Alcuni Consigli per chi Viaggia

nov 21, 2007 Author: Arkin | Filed under: Sociale

Come dal detto “paese che vai, usanze che trovi”, e siccome di paesi e nazioni c’è ne sono a centinaia e raggiungerli per una visita risulta facile ed economico, è buona educazione tenere in considerazione alcune usanze, evitando cosi situazioni imbarazzanti.

Il Galateo del Viaggiatore

Così vicini, così lontani
Incomprensioni imbarazzanti possono succedere anche dietro l’angolo di casa nostra. Se pensate che non c’è niente di meglio che intingere burrosi biscotti nel tè delle 5, bloccatevi: a Londra (e in tutto il Regno Unito) vige un imperativo: non si “puccia” niente… in nessun liquido (dal tè all’uovo à la coque).
Se invece per voi il rito della scarpetta finale è irrinunciabile… tagliatevi la mano se siete sotto la Torre Eiffel, perché sul suolo francese è un vero tabù. In Spagna non c’è invece l’abitudine, ed è anzi maleducato, chiedere il bis della stessa portata.

In Australia, dove la cultura ha origini anglosassoni, fate attenzione invece al vostro atteggiamento alla cassa: posare i soldi del conto sul banco o sul tavolo è considerata una vera e propria offesa. Meglio depositarli direttamente sulla mano.
Se non ci stupisce che in Giappone sia praticamente vietato profumarsi, ci fa effetto che nell’occidentalissimo Canada il profumo infastidisca quanto una sigaretta, poiché inquina la naturale umanità. Se in treno qualcuno ci caccia per il nostro persistente Chanel n.5, meglio guadagnare l’uscita senza protestare.

Mancia sì o no?
Sempre a proposito di mance è giusto premettere che si tratta di un sistema complicatissimo e anche dove i compensi extra erano sconosciuti sono sbarcati insieme al turismo. «Laddove è gradita, il consiglio di massima è di non offrirla in modo sproporzionato (tenendo presente il salario medio mensile), per non umiliare chi ne beneficia» puntualizza la Ronchi della Rocca.
I londinesi non lasciano nessun sovrapprezzo ai tassisti: per loro sarebbe come lasciarlo al ferroviere del treno, per noi turisti… a discrezione. Neanche in Svizzera usa, ma chi la dà compie un anacronismo gradito.

In generale, nei paesi del Nord Europa il servizio è compreso nel prezzo (anche sui taxi) e non si aggiunge nulla. Pure nel continente australiano sono molto poco usate, anche in taxi (dove ricordatevi di sedere davanti insieme all’autista se viaggiate da soli).

Nei paesi ispano-americani, gli italiani sono conosciuto per le loro mance spropositate e un po’ cafone: l’importo giusto è del 10 per cento sul conto di bar e ristoranti.
Negli Stati Uniti la mancia è invece un obbligo perché dappertutto sul prezzo da pagare non viene mai incluso il servizio: regoliamoci sul 15 per cento e non abbiamo timore di scordarcene, qualcuno ce lo ricorderà sempre. Anche in Cina la mancia è sempre gradita, ma al bar, al ristorante o in albergo non dite mai “grazie”.

Enzo Biagi

nov 7, 2007 Author: Arkin | Filed under: Attualita

Quando viene a mancare una persona di spessore, a mitigare la triste consapevolezza della perdita di solito intervengono i ricordi, di ciò che ha fatto e dato, e i valori che ha saputo comunicare. La memoria degli altri è il premio che giustamente spetta a chi ha speso la propria vita in modo straordinario, in qualunque ambito. Non mi riferisco solamente ai grandi dell’intelletto, pensatori, scrittori, giornalisti, ma a chiunque abbia avuto il merito dell’eccezionalità.

Molti di loro hanno avuto la possibilità di esprimere i propri talenti in modo compiuto, lasciando così a tutti noi un’eredità preziosa. Altri no. In qualche caso si è trattato di semplice e tragico destino, sotto forma di prematura scomparsa o degenerazione delle capacità che li distinguevano. Mi vengono in mente, per dire, Pasolini tra gli intellettuali, o Kennedy tra gli statisti. Ma anche un John Lennon per quanto riguarda la musica. Che cosa ci siamo persi, cosa avrebbero potuto darci, se avessero vissuto più a lungo. Cosa avrebbero potuto essere i Pink Floyd se Syd Barrett non si fosse perduto anzitempo in un inferno interiore senza via d’uscita. Non lo sapremo mai.

Enzo Biagi non è stato ucciso, e non è impazzito. Ma è stato impedito a tutti noi di avere di lui, da lui, una memoria completa. Gli è stato impedito di incidere sull’opinione, sul pensiero, sul senso comune, negli anni migliori della sua vita. Quelli in cui la lucidità intellettuale, unita alla formidabile autorevolezza derivante dall’esperienza, avrebbero potuto fare di lui una luce preziosa nella direzione del buon senso. Se a questa luce fosse stata data visibilità. Certo, ha scritto articoli e libri, pochi fortunati hanno assistito a sue conferenze. Ma in questo mondo, se non sei in televisione, non esisti.

Una trasmissione che ottiene buoni ascolti in prima serata viene vista da un numero di persone superiore, di molto, a quello di tutti i quotidiani letti messi insieme. Persone che avrebbero potuto scegliere. Tra gli orrori dei palinsesti di questo periodo, e un approfondimento di grande livello e rigore da parte di una delle voci più autorevoli di questo paese. Quanto sarebbe servito, a molti, quanto avrebbe fatto pensare.

Non lo sapremo mai. http://www.mentecritica.net/non-lo-sapremo-mai/veri-uomini/settantasette/1976/

Elettrosmog ed effetti a lungo e breve termine

nov 2, 2007 Author: Enrico Nuzzo | Filed under: Ambiente

  Il termine elettrosmog indica l’inquinamento da campi elettromagnetici. Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, nei radar, nei ripetitori televisivi e telefonici, il campo oscilla ad alta frequenza. La parte più importante del campo e quella elettrica. Negli elettrodotti la parte più significativa è quella magnetica.

I CAMPI ELETTROMAGNETICI FANNO MALE

Effetti a lungo termine

Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensità. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all’interazione tra i messaggi  elettrochimici dell’organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensità i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici. Antenne - Ripetitori  - Radar Nel 1996 è stato pubblicato il più grande studio epidemiologico, condotto dal Dott. Stanislaw Szmigielski, finanziato dalla Comunità Europea, uno studio polacco sugli effetti delle radiofrequenze, i risultati sono chiari: aumenta il rischio per tutte le patologie indagate quali : insonnia, tremori, mal di testa, sbalzi di umore, caduta dei capelli, ansia, tachicardia, mancanza di equilibrio, problemi di vista, irritabilità e nervosismo, depressione, aumento dei casi di tumore. Nel 2000 al Congresso di Roccaraso gli scienziati confermano le posizioni e riconoscono che esiste una evidenza che l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (quelli delle antenne per la telefonia cellulare) può avere effetti negativi sulla salute: l’aumento dei casi di tumore, per esempio, l’aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi e neurologici. Questi effetti sono confermati dalle ricerche svolte negli ultimi 40 anni sulle cellule, sugli animali e sulle persone. Gli  scienziati chiedono con urgenza che nella pianificazione della rete delle antenne per la telefonia mobile si raggiunga un valore di esposizione di 0,2 volt/metro ed non si superi i 0,6 volt/metro.Linee e Cabine ElettricheLe indagini condotte su individui residenti vicino ad elettrodotto hanno accertato un aumento del rischio di ammalarsi. Sono state indagate molte patologie. La leucemia infantile, molto rara, è stata utilizzata per dimostrare definitivamente gli effetti biologici dei campi magnetici prodotti da elettrodotti e simili. Gli studi affermano che l’esposizione è associata a incrementi dell’insorgenza di leucemie tra la popolazione infantile.L’ultimo Studio Internazionale pubblicato nel settembre 2000, afferma che il rischio di leucemia infantile raddoppia in prossimità di elettrodotti quando il campo ha valori uguali o maggiori di 0,4 microTesla. Sempre nel 2000 uno studio del Registro Tumori di Varese ha stimato un rischio relativo di 4,5 in corrispondenza di livelli de esposizione superiore a 0,1 microTesla.  

Effetti a breve termine

Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell’uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue l’assorbimento dell’energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari  che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione. 

POSSIBILI SOLUZIONI 

ELETTRODOTTI

Il campo si può ridurre allontanandoli o interrandoli. Le linee rappresentano un grave deturpamento del paesaggio e pertanto e meglio interrarle, anche se i costi sono maggiori. Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove non siano permesse le costruzioni e limitate le attività umane. Le linee interrate danno luogo a campi ridotti grazie alla vicinanza dei conduttori ed all’effetto schermante del rivestimento del cavo e del terreno. A parità di corrente in linea il campo di un cavo interrato si riduce a 0,2 microtesla almeno alla metà delle distanze dalle corrispondenti linee aeree.

ANTENNE

Il campo si può ridurre allontanandole dai luoghi del vivere e riducendone la potenza. Il campo di un’antenna alta 30 metri circa e di potenza 50 W tipo si riduce a 0,5 volt/metro a circa 500 metri dall’antenna e allontanandosi si riduce molto lentamente 

Spaghetti alla Puttanesca

nov 2, 2007 Author: Enrico Nuzzo | Filed under: Ricette & Gastronomia

 SPAGHETTI ALLA PUTTANESCA O ALLA BONNE FEMME

Ingredienti:

  1. Spaghetti gr. 600
  2. Olive nere gr. 100
  3. Capperi gr. 3o
  4. Olio d’oliva gr. 100
  5. Pomodori freschi kg. 1
  6. Aglio 4 spicchi
  7. Prezzemolo in abbondanza
  8. Sale e pepe o peperoncino secondo il proprio desiderio

In una padella  fate soffriggere l’aglio. Aggiungete i pomodori tagliati a pezzi o “schiattati” con poco sale. Quando il pomodoro è alla giusta cottura, unite i capperi e le olive snocciolate e lasciate cuocere per altri 10 minuti. La pasta al dente verrà versata nella padella e mescolata sul fuoco in modo che assorba bene tutto il sugo. Si verserà quindi in un piatto ovale e si cospargerà di prezzemolo crudo.

Vino consigliato Falerno rosso