di Amelia Beltramini

Dal 2005 al 2006 le dosi di farmaci prescritte in Italia sono aumentate del 7,2%.
È una tendenza che continua da anni, eppure gli italiani sono sempre più sani e la popolazione cala continuamente. Aumenta il consumo dei farmaci e di conseguenza aumentano le reazioni avverse, dette anche effetti collaterali dei farmaci. Molti dei quali non vengono identificati neppure dal paziente. Quante? Non ci sono molti studi in proposito. Uno, durato sei mesi e condotto nel 1986 negli Usa dalla Pharmaceutical Manufacturers association ha dimostrato che ogni anno, soprattutto negli anziani (maggiori consumatori di farmaci ma anche quelli che hanno maggiori difficoltà a metabolizzarli), si verificano circa 9,6 milioni di reazioni avverse. E che circa il 37% di queste non sono neppure segnalate al medico perchè i pazienti non si rendono contro che sono conseguenze delle “terapie” che stanno assumendo. Tradotto 1 paziente anziano su 4 ha un effetto collaterale di farmaci in 6 mesi di terapie. Ci sono farmaci che causano depressione, altri insonnia, altri forme simili al Parkinson, sensazione di stordimento, cadute con relative fratture di femore, incidenti automobilistici, disfunzioni sessuali, perdita di appetito, nausea e vomito, stipsi o diarrea e via elencando. Insomma, prendere farmaci è una attività a rischio e il gioco deve valere la candela. Come avere dalle terapie il massimo dei vantaggio riducendo al minimo gli svantaggi. Qui una sorta di decalogo.

1. Diffidare.
«Nella maggioranza dei casi l’aumento del consumo di farmaci rappresenta una induzione di malattia e non è giustificato da un aumento della patologia» dice Silvio Garattini, direttore dell’istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. «I farmaci che aumentano sono quelli che hanno indicazioni piuttosto vaghe: I gastroprotettori che si danno per tutto, I farmaci come le statine che non sono sempre somministrate in modo corretto. L’aumento quindi è spiegabile con una forte pressione sui medici da parte delle aziende farmaceutiche perchè prescrivano». I farmaci dei quali non c’è bisogno sono, secondo Garattini, gli integratori alimentari, gli epatoprotettori, I farmaci che promettono di far perdere peso o di bruciare le calorie, quelli che dovrebbero aumentare l’immunità detti anche immunomodulanti, I ricostituenti, I farmaci per la memoria, gli anti-ossidanti o anti-radicali liberi, gli anti-vecchiaia: per tutti questi farmaci non c’è alcuna evidenza di efficacia scientificamente valutabile».

2. Cambiare atteggiamento quando si va dal medico.
«I farmaci non sono sempre e solo portatori di benefici. Ma anche di rischio. È molto importante che il paziente lo sappia e non spinga il medico a prescrivere qualcosa» continua Garattini.«Oggi chi va dal medico e non riceve un trattamento si sente un po’ defraudato. Dovrebbe invece avere un atteggiamento conservativo e chiedesse al medico “ma devo proprio prendere questo farmaco?” Insomma, far sentire al medico che non c’è la richiesta di farmaci ad ogni costo. E quando un medico dice che per quella malattia non c’è farmaco, bisogna credergli e non insistere».

3. Fare domande.
Bisogna superare la difficoltà del camice bianco e fare domande. I medici tendono a parlare in medichese, ma è diritto di ogni paziente capire che farmaco il medico gli consiglia di prendere, perchè, quanto deve prenderne, quando, se quel farmaco interagisce con gli altri farmaci che si stanno assumendo, con altri integratori alimentari: quando si va alla visita meglio portare con sé l’elenco dei farmaci che si assumono, con le dosi e chi e perché li ha prescritti. Chiedere inoltre al medico quali sono gli effetti collaterali di quel farmaco, se il gioco (il bilancio rischio-beneficio) nel proprio caso è favorevole e ….vale la candela perché ci si aspetta più vantaggi che rischi; se quei farmaci interagiscono con alcuni cibi che saranno da eliminare dalla dieta; se assumendoli è controindicata la guida o altre attività che richiedono attenzione; quando smettere e soprattutto se quel farmaco è essenziale, necessario, non si può proprio fare a meno di prenderlo.

4. Preferire ai farmaci i cambiamenti di stile di vita che spesso danno gli stessi risultati se non migliori rispetto ai farmaci.
Ridurre il colesterolo con una statina, o la glicemia con un anti-diabetico, prendere un ansiolitico per un’ansia cronica, o un antidepressivo per la depressione, un lassativo per una stipsi cronica sono terapie sintomatiche, cioè non guariscono, si limitano a ridurre i sintomi. In molti casi la terapia dà dipendenza (antidepressivo, ansiolitico, sonnifero), cioè si rischia di non poterne più fare a meno o di doverne addirittura aumentare la dose. Quando si deve assumere un farmaco per molto tempo, tutto il resto della vita, aumentano I rischi. In molti casi si potrebbero ottenere gli stessi risultati con cambiamento dello stile di vita o di comportamento, come mangiando in modo diverso, o facendo moto, o smettendo di fumare. È vero, costa un po’ di fatica, ma i risultati sono più duraturi e ne trae beneficio tutto l’organismo. La riduzione degli alimenti di orgine animale per esempio riduce il rischio di infarto, ictus, Alzheimer, cancro e via elencando.

5. Chiedere al medico se ci sono altre possibilità terapeutiche.
Per esempio invece di un antidepressivo o di un ansiolitico è meglio preferire la psicoterapia comportamentale: con 10-20 sedute insegna al paziente come gestire ansia, crisi di panico, fobie e depressioni con meno rischi e meno ricadute dei farmaci.

6. In molti casi basta aspettare e la malattia passa da sola, comunque, con o senza farmaci.
Raffreddore, influenza, mal di testa, mal di schiena: gli analgesici, anche quelli apparentemente inoffensivi come l’aspirina, possono causare gastriti e ulcere, e l’uso eccessivo può dare gravi danni ai reni (gli analgesici, anche quelli da banco, sono responsabili del 2-5% delle insufficienze renali acute e gli antibiotici del 25%). Ogni volta che li si assume bisogna chiedersi se il dolore è tanto forte da richiedere quella terapia. Ricordando che anche in caso di infezione il corpo sa molto spesso come difendersi da solo.

7. Non lasciarsi abbindolare dall’informazione dei mass media.
Spesso è il risultato di conferenze stampa organizzate in località amene dalle aziende farmaceutiche per fare marketing di un farmaco. Tendono a enfatizzare il numero di malati che soffrono di quella patologia, vantare progressi spesso inesistenti nelle terapie, e gli stessi “professori” che, intervistati, parlano bene del farmaco in questione senza parlare degli ineliminabilil rischi connessi con la terapia, sono spesso pagati dall’azienda farmaceutica che lo produce.

8. Attenzione soprattutto ai bambini e alla gravidanza.
La stragrande maggioranza dei farmaci che vengono somministrati in queste fasi della vita sono stati sperimentati solo negli adulti. I bambini non sono una versione ridotta di un adulto, hanno un metabolismo completamente diverso. E nelle donne gravide farmaci apparentemente innocui possono causare malformazioni e danni allo sviluppo cerebrale del feto. Meglio verificare sempre con il proprio ginecologo e comunque ridurre la terapia all’indispensabile.

9. Non fidarsi dei consigli delle associazioni dei pazienti.
Molte sono emanazioni delle aziende farmaceutiche. Ma neppure del farmacista: troppo spesso è solo un commerciante che deve far quadrare i conti. Fino a poco tempo fa cisi poteva fidare dei farmacisti delle farmacie comunali: erano dipendenti a stipendio. Oggi la proprietà delle farmacie è all’80% da un’azienda che è arrivata a mettere in palio oggetti elettronici fra i farmacisti che avrebbero venduto più clisteri. Insomma, meglio usare la propria testa e cercare di informarsi più possible.

10. Preferite i farmaci più vecchi, sono quelli più collaudati e quindi più sicuri.
L’ultimo uscito è anche il farmaco meno sperimentato, che ancora deve dimostrare gli effetti negativi: Vioxx, Celebrex e ora il Bextra ed altri farmaci ritirati dal mercato erano gli ultimi aggiunti alla serie degli antiinfiammatori, e anche I più costosi. Siete sicuri di voler fare voi da cavie?

La bio-acqua

mar 13, 2008 Author: Arkin | Filed under: Senza categoria

Che non esistano soltanto batteri nocivi è un dato di fatto, ma alcune “attività” di questi piccoli organismi riescono davvero a stupire. È il caso della cosiddetta “bioremediation”, processo attraverso il quale alcuni microbi rendono innocue diverse sostanze che contaminano l’acqua. Un gruppo di ricerca della University of Nottingham (Uk), ha sfruttato questa singolare attività per mettere a punto un filtro molto efficace. E terminato il loro “lavoro”, le colonie batteriche vengono separate dal liquido tramite una serie di micro e nanofiltri. In questo modo i ricercatori sono riusciti a ottenere un’acqua completamente purificata. In più, grazie al fatto che l’ultimo passaggio avviene di fatto su acqua già depurata, le membrane dei filtri meccanici, che tendono a rovinarsi rapidamente per l’usura, risultano sottoposte a un lavoro minore e possono essere ripulite a costi più bassi. Questa nuova tecnica potrebbe presto consentire la produzione di depuratori efficaci ed economici da usare per le acque di scarto delle industrie o per rendere potabile l’acqua delle zone della Terra dove scarseggia.

Il voto in campania…una questione di “coscienza”

mar 11, 2008 Author: Arkin | Filed under: Ambiente, Politica

L’immondizia si distrugge non si elegge!

Quella che un tempo era chiamata “Campania Felix” si è trasformata in “Campania Munnezz’”.
Nel corso degli anni la cattiva gestione politico-sociale delle Amministrazioni locali e centrali ha condotto all’attuale degrado ambientale, sociale e sanitario riscontrabile in ogni angolo delle nostre città con la presenza di discariche a cielo aperto – maleodoranti e nauseanti – che ledono la salute pubblica e l’immagine nazionale ed internazionale del nostro Paese. L’alto tasso di inquinamento, prodotto dalla diossina e dalla presenza di rifiuti tossici e speciali provenienti da ogni parte d’Italia – e non solo – ha provocato, nella nostra regione, un incremento vertiginoso della mortalità per tumori, il più alto in Italia.
Il fenomeno “munnezza” non ha risparmiato neppure l’economia locale, “cestinando” i marchi D.O.C e D.O.P. dei prodotti tipici campani. In alcune regioni, infatti, diversi esercizi commerciali – quasi a voler rassicurare i consumatori - espongono cartelli indicanti la NON PROVENIENZA dei prodotti dalla regione Campania.
Siamo stanchi di ascoltare i “Signori della Politica” rilasciare le ormai CRONICHE dichiarazioni che attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto UNICAMENTE alle piaghe sociali del malaffare e della criminalità organizzata, nascondendo le proprie. Ci rivolgiamo quindi a tutte le persone che, come noi, sentono il peso della VIOLENZA perpetuata e aggravata dal silenzio e dall’incapacità dell’Amministrazione Locale e Centrale che, con tale atteggiamento, hanno contribuito enormemente e con gravi responsabilità ad “abolire” un diritto costituzionale, quello alla SALUTE PUBBLICA, sancito dall’articolo 32 che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ribadito anche dall’OMS che afferma: “La salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. A conferma di quanto citato è ormai evidente che anche la salute psicologica dei cittadini è a rischio. Beffati da chi dovrebbe tutelarci siamo costretti a subire frustrazioni continue con la pretesa e l’imposizione della tassa sulla spazzatura, la più alta in Italia.
Bisogna smetterla di continuare a parlare di “EMERGENZA RIFIUTI” in Campania! L’emergenza richiede un intervento IMMEDIATO e RISOLUTIVO che non può durare quattordici anni! Ormai sentir parlare di rifiuti è diventata una vera e propria DANNOSA CONSUETUDINE.
Infine la totale perdita di fiducia nei confronti del potere legislativo, esecutivo e giudiziario, quanto mai silenti e disattenti in questo lungo periodo di CATTIVA GESTIONE, ci induce a lanciare un appello alle coscienze dei cittadini campani chiedendo: ve la sentite di sostenere, attraverso il voto, chi per tutti questi anni anziché tutelare i vostri SACROSANTI diritti – sicurezza, salute e democrazia – li ha violati e calpestati con la logica del silenzio, dell’opportunismo e del profitto, togliendovi anche il diritto di esprimere DEMOCRATICAMENTE il vostro voto attraverso le preferenze? La nostra posizione è NETTA: diciamo NO ad uno Stato latente, torbido ed incapace, facendo sentire il grido assordante di chi non ne può più attraverso l’ASTENSIONE DAL VOTO IN CAMPANIA.
La nostra non è una provocazione, ma una PRESA DI POSIZIONE nei confronti della politica partitocratica, populistica e scellerata!!!

Daniele Leone - Libero professionista

Barbara Leone - Studentessa

L’EcoAuto - per combattere il caro Petrolio

mar 10, 2008 Author: Arkin | Filed under: Ambiente, Economia

L’ecoauto ci riprova: in arrivo per il 2009?
Mentre Milano si cimenta con l’ecopass, l’Australia si appresta a sviluppare l’auto ad aria compressa. Il progetto non è nuovo, anzi. Inventata dai francesi Guy Nègre e Louis Arnoux agli inizi degli anni ‘90, oggi, finalmente, sembra che il progetto possa vedere la luce.

L’auto a emissione zero è dietro l’angolo? È dagli anni ‘90 che ogni tanto qualcuno tira fuori la chimera del motore ad aria compressa, ma forse, questa volta, c’è qualcosa di più concreto (foto da iSpot: curiosità e stranezze dal mondo della pubblicità).

Oggi è stata ribattezzata OneCat: è la vettura ad aria compressa d’origini francesi che sarà costruita (stando alle più recenti dichiarazioni) in Australia. Destinata, almeno inizialmente, al mercato locale. A sviluppare il progetto è stata la MDI-Energy, di Guy Nègre e Louis Arnoux, padri del cuore della OneCat, ovvero del suo motore che funziona ad aria, che sono riusciti a convincere gli australiani a utilizzare l’innovativa automobile. Raccogliendo così il milione e mezzo di dollari necessario per iniziare la fabbricazione. Ma la OneCat, per chi segue il mondo delle auto e delle nuove tecnologie, è una vecchia conoscenza anche in Italia: già nel 2001 fu presentata al Motorshow di Bologna con il nome di Eolo…

Progettata nel 1991
È dal 1991 che Guy Nègre lavora al progetto del motore ad aria e l’auto ha visto parecchie false partenze, compresa quella italiana, che avrebbe dovuto essere prodotta con il nome di Eolo (dalla Eolo Italia) a partire dal 2002. Invece il progetto si insabbiò, e della mini car super ecologica non si ebbero più notizie. Fino all’anno scorso, quando la MDI-Energy e la società Tata Group, primo gruppo automobilistico indiano, strinsero un accordo che prevedeva la realizzazione della OneCat, economica e con motore ad aria compressa, e in diversi modelli: dalla più piccola alla familiare e fino al minibus. L’accordo con Tata, che dispone già di infrastrutture in Australia, avrebbe in gran parte facilitato la condivisione del progetto con l’Australia e la sua fattibilità.

Ad aria e benzina
Il propulsore “ecologico” ha due cilindri i cui pistoni sono mossi dall’aria che esce dal serbatoio a una pressione molto elevata. Non essendoci combustibile, le emissioni inquinanti sono… zero. Secondo il progetto, l’auto non ha marce (sostituite da un computer che controlla la potenza erogata) e richiede manutenzione minima e un cambio d’olio ogni 50mila chilometri. Ad aria, però, non si riescono a superare i 50 km/h, quindi per la OneCat è stato previsto un secondo motore, a scoppio, che abbinato al primo consente di arrivare fino a 110 km/h.

L’auto in sintesi
Tra le caratteristiche dichiarate citiamo l’autonomia di 150 km con un pieno d’aria, da fare in 3 minuti attraverso un compressore, al costo di circa 2,50 euro, oppure in circa 4 ore grazie a un alimentatore da collegare a una normale presa elettrica, con un costo di circa 1,5 euro. È il ritratto quasi surreale, visti i tempio, di una utilitaria maneggevole, pulita, ecologica ed economica, non solo nel mantenimento, ma anche, sembrerebbe, nel prezzo di acquisto che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5.400 euro. I primi modelli potrebbero essere pronti verso la metà del 2008 per il mercato australiano e neozelandese. Ma alla stessa epoca la piccola auto dovrebbe essere disponibile anche in India, a prezzi ancora più contenuti.

E in Europa?
Quanto al mercato europeo, sebbene si vociferi che OneCat potrebbe arrivare sulle nostre strade nel 2009, qualche perplessità è stata già sollevata. Infatti, per poter rendere efficiente il mezzo, è stata ideata una struttura molto leggera, in fibra di vetro, materiale con il quale verrebbe costruita la maggior parte del telaio e anche la scocca. Questo sarebbe un grave punto debole per quanto riguarda l’immissione in commercio nei Paesi del Vecchio Continente, perché non supererebbe i test di sicurezza UE.

Ancora un miraggio
L’automobile ad aria compressa francese sarà dunque venduta… ma non in Francia né in altri Paesi europei, almeno per adesso. È non si può dire che la MDI-Energy non ci abbia provato; sembra, infatti, che i gravi ritardi nel lancio della nuova vettura siano dovuti al fatto che la società abbia aspettato a lungo che un produttore francese si facesse avanti. In ogni modo, la tecnologia del motore ad aria compressa sembrerebbe per davvero pronta per essere finalmente sfruttata. Susanna Trave

Ma perché i politici non ci ascoltano

mar 5, 2008 Author: Arkin | Filed under: Politica

Perché per i cittadini è così difficile farsi ascoltare dai loro rappresentanti? Le istituzioni sono così sovraccariche di lavoro che non possono “perdere tempo” dietro ai loro elettori? Stando ai risultati non si direbbe proprio! No, è il solo fatto di ricoprire un ruolo di potere che rende incapaci di ascoltare pareri e richieste che vengono “dal basso”. E questa non è un’opinione, ma un’evidenza scientifica, addirittura: è, più o meno, la tesi sostenuta da Pablo Briñol dell’Università Autonoma di Madrid. Il ricercatore ha coinvolto alcuni gruppi di volontari in una simulazione in cui dovevano interpretare di volta in volta il ruolo di un dirigente e di un impiegato. Subito dopo la simulazione, ai soggetti veniva chiesto di giudicare alcune campagne pubblicitarie caratterizzate da contenuti in alcuni casi molto accattivanti (per esempio, “questo cellulare ha una batteria che si ricarica in cinque minuti”), in altri decisamente banali (”questo cellulare funziona anche da calcolatrice”). Risultato: nella maggior parte dei casi i “capi” non notavano differenze tra i messaggi: erano in pratica troppo concentrati su se stessi per giudicare con lucidità la realtà. «Se dovete parlare a un vostro superiore», è il consiglio dei ricercatori, «non fatelo nel luogo dove esercita il potere!» Ora resta solo da capire come fare a “stanare” qualcuno da Montecitorio. [AP]

[ Focus ]

Radon | Che Cosa è | Effetti sulla Salute

mar 3, 2008 Author: Raffaele Nuzzo | Filed under: Ambiente

Il radon è un gas radioattivo, che si trova nella terra e nel sotto suolo. Che si forma dal decadimento del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio.

Mentre il Radio e l’Uranio sono elementi solidi, il Radon è un Gas e quindi è in grado muoversi e fuoriuscire dal terreno ( o dai materiali da costruzione o anche dal acqua ) ed entrare negli edifici e nelle abitazioni, attraverso fesure anche microscopiche, dai pavimenti o dai pasaggi dei servizi ( idraulici, sanitari, elettrici ecc ), dove si accumula.

Da precisare che al Aria Aperta si disperde e non raggiunge mai concentrazioni pericolose.

Invisibile e inodore, il radon è un rischio per la salute quando si accumula a livelli elevati all’interno di case o di altre strutture. L’esposizione prolungata ed ad alte concentrazioni al radon risulta micidiale, infati è la seconda causa di decessi per cancro del polmone ogni anno negli Stati Uniti ed Unione Europea.

Problemi con Radon sono stati identificati in ogni parte del Italia ed Unione Europea.
Il problema, sia per la natura geologica del nostro territorio che per l’impiego di materiali da costruzione tipici dei nostri suoli (e, in alcuni casi, ricchi di uranio, come tufo e pozzolana) tocca molto da vicino il nostro Paese. Un’ Indagine Nazionale condotta sulle abitazioni italine alla fine degli anni ‘80 ha rilevato una concentrazione media di radon indoor pari a 77 Bq/m3 e dunque approssimativamente doppia rispetto a quella mondiale (valutata in 40 Bq/m3).

Radon | Come Funziona e Come si Disperde nel Ambiente

radonhaus_250.jpg

Radium, che rilascia il radon, è comune nella crosta terrestre. Suoli e rocce contenenti elevati livelli di uranio, come il granito, fosfato, scisto sono fonti naturali di radon.
Il radon anzitutto penetra all’interno egli edifici risalendo dal suolo, secondo un meccanismo determinato dalla differenza di pressione tra l’edificio e l’ambiente circostante (il cosiddetto”effetto camino”).
La pressione all’interno della casa, infatti, a causa della temperatura più elevata, è spesso leggermente inferiore rispetto a quella esterna e così “richiama” aria e, con essa, il radon dal sottosuolo, attraverso tutte le aperture (giunture, cavità ed anche piccole crepe o fessure difficili da individuare).

La concentrazione di radon subisce considerevoli variazioni sia nell’arco della giornata che in funzione dell’avvicendarsi delle stagioni. Essa tende inoltre a diminuire rapidamente con l’aumentare della distanza dell’appartamento dal suolo.
Il problema investe dunque in modo particolare cantine e locali sotterranei o seminterrati.
L’acqua è un altro percorso possibile per il ricorso al radon in casa. Acqua, quando è in contatto con la roccia contenente uranio, assorbe il gas radon.


Dal radon è possibile difendersi in molti modi.

Come sempre, il sistema migliore è la prevenzione, attuata mediante una progettazione edilizia antiradon nelle zone a rischio e mediante la scelta di materiali da costruzione a basso contenuto di radioattività.

Un altro Modo molto semplice è quello di disperderli aprendo semplicemente le finestre degli ambienti domestici.

Per Domande potete scrivere qui nei commenti.

Geometra: Raffaele Nuzzo

La Delusione

gen 13, 2008 Author: Gatto Felino | Filed under: Politica

Ognuno di noi durante le campagne elettorali (Politiche, Amministative ecc.), pone la propria fiducia in qualcuno che lo dovrebbe rappresentare, o per lo meno condividere lo stesso ideale politico, ma poi tutto ciò viene sistematicamente offuscato o addirittura cambiato (si cambiano gli ideali, si cambiano le promesse ecc.), si cambia soprattutto a causa dalla bramosia del potere e dal ruolo di essere sempre al centro dell’attenzione.

Per cui gli elettori che hanno posto fiducia in qualcuno molto spesso si sentono delusi e cosi nascono gli “IGNAVI” come li avrebbe definiti il Sommo Poeta cioè coloro che sono ” senza infamia e senza lode”.

Le persone si allontanano dalla Politica, infatti crescono le percentuali di assenteismo che si registrano ad ogni tornata elettorale, in più sono critiche nei confronti di chi amministra la Cosa Pubblica anche se non si sono espresse con un loro consenso elettorale.

Allora dove andrà a fine la Società, chi ci governerà, visto che le nuove generazioni si allontanano e non si integrano nel tessuto sociale.

I Pannini del Autogrill

gen 9, 2008 Author: Arkin | Filed under: Senza categoria

Cari Amici
anche quest’oggi il tuo blog preferito ti offre in allegato un utilissimo gadget editoriale: la prima e unica enciclopedia dei panini dell’Autogrill.

Premessa: molti anni orsono, il direttore marketing dell’Autogrill ebbe la bella pensata di dare i nomi ai panini. Nulla di originale, ci avevano già pensato in molti prima di lui, ma vuoi mettere quanto sia piacevole chiamare un panino per nome? Un conto è domandare “un panino al salame”: incute tristezza. Tutt’altro è dire “mi dia l’Olivia“, “mi riscaldi la Lunotta“. Un tozzo di pane farcito ha molto più fascino quando lo chiami per nome, specie se lo devi pure pagare la bellezza di 4 euro. Anche se i nomi creativi non c’entrano niente, sono lì solo per colore. Di seguito non solo approfondiremo meglio questo aspetto cruciale, ma analizzeremo nel dettaglio le diverse nature dei nostri simpatici amici commestibili.

Fattoria
Ingredienti assemblati a casaccio: pane di Altamura, speck, formaggio francese.
Insomma, dove diavolo stava questa fattoria, in Puglia, nel Sud Tirolo o in Francia? E poi: formaggio francese: Ma andiamo, non puoi prenderci in giro in questa maniera, “formaggio francese” non significa nulla, di formaggi francesi ne esistono centomila tutti diversi fra loro. E’ come dire “salume italiano”, “ortaggio spagnolo”. Quale salume, quale ortaggio, perdìo? Quale formaggio francese? Adesso devi dircelo.
Contestatissimo dai clienti, il Fattoria viene periodicamente ritirato dai mercati pur di evitare rivolte.

Ischia
Melanzane grigliate, zucchine anch’esse grigliate, pomodoro, lattuga. Il tutto ricoperto da salsa agli asparagi.
Nuovo prodotto di punta completa la serie dei panini ispirati a località balneari campane dopo il Capri e il Positano. Pensato per deboli di stomaco (si fa per dire) e donne, che in genere prediligono la verdura. Ribattezzarlo Vegetariano sarebbe più onesto, ma meno ingannevole, e quindi.

Ulisse
Provolone dolce, pomodoro, praga, pasta di tonno.
Aridaje. Perchè si chiama Ulisse? Non si sa. Forse per via del tonno, che ricorda il mare e quindi i navigatori: ma allora il praga? Ulisse visitò anche Praga?  E il provolone? Ulisse in barca mangiava il provolone?

Panchito
Sorta di calzone ripieno di spezie, peperoni rossi, e – poteva mancare? - salamino piccante.
Andava di moda il Tex-Mex, e infatti ecco comparire il simpatico Panchito. Poi la moda passò, i camionisti si sentivano male, e lui fu eliminato dai banconi a furor di popolo.

Apollo
Banale panino con la cotoletta - qui però essa è gialla, ma di un giallo acceso, quasi innaturale.
Anche in questo caso sfugge il motivo del nome: Apollo dio della carne impanata? Apollo milanese? Non risulta.

Rustichella
Pancetta affumicata, provola, origano (?) come se piovesse.
Il re dell’autogrill. Ha l’aria nutriente, roba per stomaci robusti. Riempie la pancia più degli altri ed è quindi ideale per lunghi viaggi senza troppe soste. Nome agreste, femminile, spiritoso, quasi volesse adescare l’incauto avventore, quasi sempre maschio.

Icaro
Crudo, robiola, rucola.
Ancora una volta sfugge l’accostamento nome-ingredienti. La rucola e la robiola ti fanno venire in mente un tizio greco che vola? A me no. Forse il sig. Autogrill intendeva proseguire la serie dedicata alla mitologia e la parola Icaro – corta, riconoscibile all’udito delle cassiere, si prestava.

Rimini
Mezza porzione di piadina romagnola,
Piadina è la sua vera identità, in una versione industrializzata e ridotta. Sul piano del marketing Rimini funziona meglio: evoca spiagge, allegria estiva, il grand hotel di Fellini, le cabine, l’Acquafan (e la piadina, certo).

Camogli
Focaccia, cotto, emmental.
Qui siamo ai limiti del penale. Camogli è un magnifico borgo sul mare, il Camogli invece rappresenta oramai quasi un luogo comune della malinconia gastronomica, quasi una barzelletta. Sinonimo di pranzo in piedi mal digerito: “Ho mangiato un Camogli per strada!” “Uh, mi spiace, stai bene?.”
Dovrebbe simboleggiare la cucina genovese, da cui la presenza della focaccia: passi per il cotto, ma perché dentro ci devo trovare l’emmental svizzero, diobonino? Perché non il pesto, o un pesce? Mistero.

Ecco fatto, mi pare ne rimangano altri, e senz’altro vi sono refusi, però la memoria non m’aiuta, e in più comincio a sentire una leggera nausea.

Se qualcuno vuole contribuire, ben venga.

Natale sotto una Luce Diversa

dic 21, 2007 Author: Arkin | Filed under: Senza categoria

Una mattinata nebbiosa, dove sembrava che goccioline di pioggia, si fossero dimenticate di depositarsi a terra e fossero rimaste in sospensione. La temperatura era molto bassa e la piccola Clarisse, uscì di casa con in mano un piccolo cofanetto di latta ,nascosto sotto braccio.

Nonostante , la giornata non fosse delle più belle, la piccola era gioiosa, e si immerse in giro per la città, osservando con cura tutti i negozi, schiacciando il naso contro la vetrina per osservare meglio ogni cosa.

Giunse davanti ad una oreficeria e rimase esterrefatta, da una collana, con delle pietre azzurre e lucenti che la ammaliarono.

Un pò titubante ma fiera della scelta entrò nel negozio, dove il gioielliere seduto al banco era indaffarato in un lavoro di millimetrica precisione. Si arrestò immediatamente , nel sentire la campanella che avvisava dell’entrata di un cliente. Rivolse lo sguardo con il suo monocolo di precisione verso la porta ed osservò entrare quella bambina, e la salutò con un buongiorno molto rispettoso..

La bambina , indicò con la mano quel collier, con quelle bellissime pietre e disse: -“Vorrei fare un regalo a mia sorella e penso che quello sarebbe il regalo per lei: ha degli occhi azzurri come quelle pietre e sarei felicissima di poterglielo regalare proprio oggi per il suo compleanno. “ – la bambina sembrava imbarazzata , ma pensava che sarebbe stato il regalo adatto alla sorella, quindi proseguì con la sua intenzione:-“Da quando è morta mia mamma , si è presa cura di me ed è sempre stata una seconda mamma per me…” .

La bambina alzò lo sguardo per incrociare lo sguardo del gioielliere, che le chiese:-“Ma hai i soldi per pagare quel regalo?

Clarisse si accinse al banco, tirò fuori il suo cofanetto e lo aprì, versando il contenuto sul banco: qualche biglietto, pochi spiccioli, delle conchiglie qualche fotografia , alcune biglie, e tanti sassolini colorati.

E’ tutto quello che ho!” rispose la bambina,

Il negoziante silenziosamente, si allontanò e tornò con della carta lucida dorata decorata da tante stelline rosse, confezionò quella catena di pietre azzurre e diede il pacchetto alla bambina, che felicissima, si allontanò.

Passata qualche ora, entrò nella gioielleria, una splendida ragazza dai capelli dorati e degli occhi azzurri, che estrasse il pacchetto dalla borsa e lo depositò su banco dicendo:-“Deve scusarmi, ma questo pacco, mia sorella dovrebbe averlo preso qui…. Sono venuta a riportarlo”

“Sì!” rispose il negoziante, -“ la sua sorellina lo ha preso qui ed è il regalo per lei, che oggi è il suo compleanno”

“Sì, ma mia sorella non può permettersi un regalo simile, non vorrei che abbia combinato qualche guaio per questo” si scusò la ragazza.

Il gioielliere raccolse con delicatezza le mani della ragazza , visibilmente imbarazzata e disse:-“ No, sua sorella l’ha pagato ed è il dono per lei: lo merita …”

La ragazza interruppe il discorso del gioielliere, continuando ad affermare:-“Ma è piccola e non può farmi questo regalo! La prego , lo riprenda ”

Il gioielliere guardò negli occhi la ragazza e disse :-“ Ci sono due buoni motivi per cui desidero che questo regalo sia suo.

  • Il primo è che la sua sorellina, per quanto piccola non abbia mentito in nulla.
  • Per secondo, ha dato tutto ciò che aveva di più caro per poterle fare questo omaggio.

Lo riprenda: è suo!”

La ragazza rimase sorpresa continuando a ripetersi silenziosamente:-“E’ bellissima, ma non so se riuscirò ad accettarla…. Non può permetterselo , con ciò che ha la mia sorellina…”

Il gioielliere che aveva inteso i pensieri della ragazza , rispose:-“ E’ ormai Natale e si renda conto che ha una sorella capace di dare tutto quello che ha per premiarla. Lei non se ne sarà resa conto, ma sono veramente poche le persone capaci di un simile gesto!”

La ragazza sollevò lo sguardo e sorrise dicendo:-“ Le manca solo un abito rosso ed una slitta con le renne …” , poi ringraziò , riprese il pacchetto e si allontanò.

Natale e il Dilemma dei Regali

dic 20, 2007 Author: Arkin | Filed under: Sociale

Il Natale è ormai alle porte e sei preoccupato perché non riesci a trovare il regalo giusto per tuo fratello che non legge, non ascolta musica e ha già sei cellulari?

  • La ricerca dei guanti di ciniglia da regalare a tua cognata ti indispettisce?
  • Il solo pensiero di sprecare i prossimi sabati e domeniche nel traffico delle feste per spostarti da un negozio di candele all’altro ti ripugna?
  • L’idea di dover trascorrere ore ed ore tra mercatini affollati e venditori di angeli di legno ti disgusta?

Ebbene, rallegrati: la soluzione al problema esiste!

Ed è semplicissima, quasi scontata. E’ sufficiente astenersi dal fare regali. Non dico far regali intelligenti, rispettosi dell’ambiente o equosolidali. Stiamo parlando di una misura ancora più drastica. Ossia: non regalare una mazza.

Vuoi mettere l’umiltà francescana del mero presentarsi a mani vuote?
L’ammirabile modestia del limitarsi a ricevere senza ricambiare?

E questo, senza mostrare pudore, ma vantandosene. Non lo facciamo per tirchieria, figuriamoci, guai a chi solo osa pensarlo. Per giustificarci sarà sufficiente sfornare luoghi comuni a caso del tipo “è che siamo orgogliosi oppositori di un consumismo immorale che da troppi anni contribuisce a svilire la vera spiritualità religiosa natalizia per sua storica, natura povera e priva di sfarzo eccetera eccetera eccetera” .

Ma se i parenti preferiscono adeguarsi al malcostume commerciale, e persistere a donarci oggetti o (peggio) soldi, ebbene: facciano pure.
Pur di non offenderli, accetteremo.