Archive for the ‘Sociale’ Category


Vietato spiare chi scarica Film e Musica

Mar 19, 2008 Author: Arkin | Filed under: Sociale, Internet

L’Italia dice “NO!” agli sguardi indiscreti nel tuo pc!

Hai scaricato Film – Musica – Giochi protteti dal diritto d’autore? Adesso le Case Cinematografiche e Discografiche potrebbero avere qualche difficoltà a farti causa.

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Il Garante per la protezione dei dati personali ha stabilito con un decreto che, è illegale monitorare lo scambio di file su reti peer2peer, anche nel caso in cui si tratti di file protetti da diritto d’autore: questo il link al decreto. La decisione segue la controversia tra Peppermint (casa discografica tedesca) e Techland (giochi per pc) da una parte e Altroconsumo dall’altra. Peppermint e Techland (appoggiandosi a Logistep AG, società svizzera incaricata di rilevare gli indirizzi IP) hanno monitorato per alcuni mesi gli scambi di file musicali su reti p2p come eDonkey, eMule e GNUtella, utilizzando poi l’indirizzo IP e altri dati personali per risalire ai nomi e agli indirizzi dei “pirati” e contattarli per chiedere un risarcimento. Altroconsumo ha presentato un reclamo al Garante per la privacy in nome degli utenti italiani coinvolti in questa indagine.

Sai chi sono? Adesso mi cancelli, subito!
Il Garante si è espresso a favore di Altroconsumo perché i controlli svolti da Logistep violano alcuni principi della Legge federale europea sulla protezione dei dati personali: un’indagine che preveda la violazione di dati personali non può essere svolta da privati, ma solo dallo Stato e solo nell’ambito di reati penali o a difesa della pubblica sicurezza. Inoltre, Logistep ha raccolto le informazioni senza che gli utenti ne fossero al corrente e le ha usate per finalità diverse da quelle previste dalle reti p2p e per le quali sono messe a disposizione. I dati raccolti non potranno quindi essere utilizzati dalle aziende, che sono tenute a cancellarli entro il 31 marzo 2008.

Chi risarcisce chi?
La Federazione Industria Musicale Italiana (Fimi) ha commentato che «la decisione del garante porterà i titolari dei diritti ad aumentare il contenzioso penale con centinaia di denunce alle forze di polizia e alla magistratura, anche in quei casi dove il tutto si poteva risolvere con un richiamo via e-mail, e sposterà il target delle azioni giudiziarie contro i service provider». Da parte sua, Altroconsumo dichiara che sta valutando «la possibilità di agire contro la Peppermint, la Techland e la Logistep a tutela dei consumatori», chiedendo persino un risarcimento. Per adesso, comunque, c’è una casella e-mail (peppermint@altroconsumo.it) a cui scrivere per chiedere informazioni.

Il computer da 100 dollari

Mar 4, 2008 Author: Arkin | Filed under: Sociale, Internet

Ecco il pc nato dall’intuizione di alcune menti geniali: filosofi, guru dell’informatica e della cibernetica, medici ricercatori, sociologi… Convinti, con l’OLPC, di favorire l’istuzione nei Paesi del terzo mondo e unire popoli e persone attraverso Internet. Sognatori? La risposta non è scontata come sembra.

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A vederlo sembra un giocattolo: l’OLPC è grande poco più di un’agenda, con forme arrotondate in plastica colorata. Il nome, che sta per One Laptop Per Child (un computer per bambino), e il prezzo denunciano gli obiettivi (e i sogni) dei suoi inventori e sponsor: questo è un computer che, al costo di 100 dollari (circa 67 €), ha l’ambizione di volersi diffondere nei Paesi meno sviluppati e dare il via a un processo di informatizzazione senza precedenti.

Di’ qualcosa di sensato!

Io me ne sono procurato uno aderendo alla campagna “Give One Get One”, valida fino alla fine dello scorso anno: con 400 dollari si riceveva un OLPC e se ne donava uno a un bambino di un Paese del terzo mondo. Ok, fanno 200 dollari per me e altri 200 devoluti, ma che cosa non si farebbe per una “giusta causa”? Il problema, casomai, è quanto giusta sia, questa causa… Non nego di avere qualche perplessità: il computer costa poco, certo, e viene venduto ai governi dei Paesi in via di sviluppo (non a singole persone), ma a quel punto che cosa succede? È un pc da bere o da mangiare? Può essere efficacemente usato per filtrare l’acqua o tenere lontane le zanzare? A tutte queste domande (ingenue, lo ammetto) non so che cosa rispondere, e dalla piccola valigetta hi-tech bianca e verde non mi arriva ancora nessun aiuto. Eppure, dicono, dentro ha pure Internet! Ma funziona?

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Icone grandi e colorate facilitano l’uso dell’Olpc.

L’hi-tech più facile del mondo

Facciamo finta, per un attimo, che l’idea di un pc come questo sia assolutamente e completamente giusta, e su misura e tempestiva per questo momento della storia dell’umanità. Per fare un deciso passo in avanti. Ma come impareranno quei bambini a utilizzare l’OLPC? La scheda che accompagna il computer è un vero miracolo di comunicazione universale, bisognerebbe spedirla a chi scrive i “manuali rapidi” dei nostri elettrodomestici, perché impari qualcosa. A colpo d’occhio ho capito - guardando solo le figure - come caricare la batteria e accenderlo. E poi ho scoperto Sugar, l’interfaccia del sistema operativo (ossia il software che fa funzionare il computer, come Windows, per esempio), comandato e controllato tramite icone. Il sistema è di una semplicità esemplare, frutto del genio di miti come Nicholas Negroponte (uno dei fondatori del MediaLab del Mit - il Massachusetts Institute of Technology - e della prestigiosa rivista Wired), Jim Gettys (uno dei “papà” di Internet, esperto - anche - in sistemi informativi per l’educazione), Antonio Battro (processi percettivi dell’età evolutiva e membro permanente della Pontificia Accademia delle Scienze) e altri mostri sacri dello stesso calibro.

Dai fatti alle parolacce

Sugar ha a che fare con Linux, software da sempre gratuito ma non famoso per la sua semplicità. Perciò ho voluto una prova della sua facilità d’uso al di là di ogni ragionevole dubbio: ho dato l’OLPC in mano a una persona che non ha mai usato un computer e non conosce l’inglese. Una cavia perfetta (mio padre, per inciso), che all’inizio ha brontolato e infine accettato a patto che rimanessi lì vicino «perché non si sa mai che cosa può succedere…». Tempo un minuto d’orologio l’aveva aperto, acceso e scritto FESSO in caratteri cubitali col software di serie. Fortuna che non sa che cosa sono le chat e non si è soffermato su quell’icona per me invece così evidente…

Va in Rete, e un po’ disegna e suona

L’icona a fumetto per la chat e quella col mondo per l’accesso a Internet vanno spiegate, perché l’OLPC va in Rete se c’è una rete (è naturale!), e non c’è da sperarci troppo nei Paesi per cui è pensato. Ma i suoi inventori gli hanno messo in memoria una quantità di pagine web: dizionari, schede di scienza, enciclopedie… tutto “materiale web” che si può consultare sempre, anche senza essere online. Non è come Internet, ma è comunque un bell’archivio da usare con l’aiuto di quallcuno che sa farlo. Più facile (almeno per me) è la tavolozza a colori che invita a disegnare - più o meno come col Paint di Windows - e quell’altra, a forma di nota musicale, che apre TamTamEdit. Un software per suonare e fare un po’ di composizione! I suoni, però, sono decisamente “occidentali”: niente ritmi tribali profondi né arpeggi di sitar. Non so se è l’idea giusta…

Energia. Acqua!

Come pc devo riconoscergli il merito di proporre soluzioni sorprendenti, come la possibilità di passare - con un pulsantino - dalla “modalità a colori” a quella in bianco e nero e guadagnare 6 ore di autonomia (provato di persona). Oppure l’assenza del disco fisso: per il tuo software, i documenti e tutto quanto usi una scheda di memoria, e così non ci sono parti in movimento (come il disco, appunto) a succhiare energia; un altro contributo al risparmio energetico viene dal processore, che si disattiva in pochi minuti, quando non è utilizzato, e si riattiva al volo (provato di persona) al primo segno di attività. Un altro segno distintivo è l’assoluta robustezza della struttura, e l’impermeabilità. Ho cinicamente versato un mezzo bicchiere d’acqua sulla tastiera, e confermo che è davvero impermeabile. Chissà come sarebbero contenti i bimbi africani nel metterlo alla prova con una bella una pioggia battente!

Che futuro?

Ammetto di avere ceduto un po’ troppo alla tentazione di criticare l’idea, e forse l’oggetto e il progetto non lo meritano. Le questioni sul tavolo sono tante e complesse, e l’OLPC non è responsabile di nulla, anzi: i suoi geniali inventori/sognatori hanno dimostrato che non ci vuole molto denaro per avere un pc in ogni casa del mondo ed essere tutti in rete. Spero però che non si mangi risorse che oggi dovrebbero essere trasformate in acqua, cibo, salute, servizi… Spero sinceramente che un giorno tutti i bambini del mondo possano avere (anche) un oggetto del genere, capace di “unire” attraverso Internet, ma, intanto, che abbiano almeno i loro diritti.

Riccardo Meggiato, 1 marzo 2008

Natale e il Dilemma dei Regali

Dic 20, 2007 Author: Arkin | Filed under: Sociale

Il Natale è ormai alle porte e sei preoccupato perché non riesci a trovare il regalo giusto per tuo fratello che non legge, non ascolta musica e ha già sei cellulari?

  • La ricerca dei guanti di ciniglia da regalare a tua cognata ti indispettisce?
  • Il solo pensiero di sprecare i prossimi sabati e domeniche nel traffico delle feste per spostarti da un negozio di candele all’altro ti ripugna?
  • L’idea di dover trascorrere ore ed ore tra mercatini affollati e venditori di angeli di legno ti disgusta?

Ebbene, rallegrati: la soluzione al problema esiste!

Ed è semplicissima, quasi scontata. E’ sufficiente astenersi dal fare regali. Non dico far regali intelligenti, rispettosi dell’ambiente o equosolidali. Stiamo parlando di una misura ancora più drastica. Ossia: non regalare una mazza.

Vuoi mettere l’umiltà francescana del mero presentarsi a mani vuote?
L’ammirabile modestia del limitarsi a ricevere senza ricambiare?

E questo, senza mostrare pudore, ma vantandosene. Non lo facciamo per tirchieria, figuriamoci, guai a chi solo osa pensarlo. Per giustificarci sarà sufficiente sfornare luoghi comuni a caso del tipo “è che siamo orgogliosi oppositori di un consumismo immorale che da troppi anni contribuisce a svilire la vera spiritualità religiosa natalizia per sua storica, natura povera e priva di sfarzo eccetera eccetera eccetera” .

Ma se i parenti preferiscono adeguarsi al malcostume commerciale, e persistere a donarci oggetti o (peggio) soldi, ebbene: facciano pure.
Pur di non offenderli, accetteremo.

Alcuni Consigli per chi Viaggia

Nov 21, 2007 Author: Arkin | Filed under: Sociale

Come dal detto “paese che vai, usanze che trovi”, e siccome di paesi e nazioni c’è ne sono a centinaia e raggiungerli per una visita risulta facile ed economico, è buona educazione tenere in considerazione alcune usanze, evitando cosi situazioni imbarazzanti.

Il Galateo del Viaggiatore

Così vicini, così lontani
Incomprensioni imbarazzanti possono succedere anche dietro l’angolo di casa nostra. Se pensate che non c’è niente di meglio che intingere burrosi biscotti nel tè delle 5, bloccatevi: a Londra (e in tutto il Regno Unito) vige un imperativo: non si “puccia” niente… in nessun liquido (dal tè all’uovo à la coque).
Se invece per voi il rito della scarpetta finale è irrinunciabile… tagliatevi la mano se siete sotto la Torre Eiffel, perché sul suolo francese è un vero tabù. In Spagna non c’è invece l’abitudine, ed è anzi maleducato, chiedere il bis della stessa portata.

In Australia, dove la cultura ha origini anglosassoni, fate attenzione invece al vostro atteggiamento alla cassa: posare i soldi del conto sul banco o sul tavolo è considerata una vera e propria offesa. Meglio depositarli direttamente sulla mano.
Se non ci stupisce che in Giappone sia praticamente vietato profumarsi, ci fa effetto che nell’occidentalissimo Canada il profumo infastidisca quanto una sigaretta, poiché inquina la naturale umanità. Se in treno qualcuno ci caccia per il nostro persistente Chanel n.5, meglio guadagnare l’uscita senza protestare.

Mancia sì o no?
Sempre a proposito di mance è giusto premettere che si tratta di un sistema complicatissimo e anche dove i compensi extra erano sconosciuti sono sbarcati insieme al turismo. «Laddove è gradita, il consiglio di massima è di non offrirla in modo sproporzionato (tenendo presente il salario medio mensile), per non umiliare chi ne beneficia» puntualizza la Ronchi della Rocca.
I londinesi non lasciano nessun sovrapprezzo ai tassisti: per loro sarebbe come lasciarlo al ferroviere del treno, per noi turisti… a discrezione. Neanche in Svizzera usa, ma chi la dà compie un anacronismo gradito.

In generale, nei paesi del Nord Europa il servizio è compreso nel prezzo (anche sui taxi) e non si aggiunge nulla. Pure nel continente australiano sono molto poco usate, anche in taxi (dove ricordatevi di sedere davanti insieme all’autista se viaggiate da soli).

Nei paesi ispano-americani, gli italiani sono conosciuto per le loro mance spropositate e un po’ cafone: l’importo giusto è del 10 per cento sul conto di bar e ristoranti.
Negli Stati Uniti la mancia è invece un obbligo perché dappertutto sul prezzo da pagare non viene mai incluso il servizio: regoliamoci sul 15 per cento e non abbiamo timore di scordarcene, qualcuno ce lo ricorderà sempre. Anche in Cina la mancia è sempre gradita, ma al bar, al ristorante o in albergo non dite mai “grazie”.