L’immondizia si distrugge non si elegge!
Quella che un tempo era chiamata “Campania Felix” si è trasformata in “Campania Munnezz’”.
Nel corso degli anni la cattiva gestione politico-sociale delle Amministrazioni locali e centrali ha condotto all’attuale degrado ambientale, sociale e sanitario riscontrabile in ogni angolo delle nostre città con la presenza di discariche a cielo aperto – maleodoranti e nauseanti – che ledono la salute pubblica e l’immagine nazionale ed internazionale del nostro Paese. L’alto tasso di inquinamento, prodotto dalla diossina e dalla presenza di rifiuti tossici e speciali provenienti da ogni parte d’Italia – e non solo – ha provocato, nella nostra regione, un incremento vertiginoso della mortalità per tumori, il più alto in Italia.
Il fenomeno “munnezza” non ha risparmiato neppure l’economia locale, “cestinando” i marchi D.O.C e D.O.P. dei prodotti tipici campani. In alcune regioni, infatti, diversi esercizi commerciali – quasi a voler rassicurare i consumatori - espongono cartelli indicanti la NON PROVENIENZA dei prodotti dalla regione Campania.
Siamo stanchi di ascoltare i “Signori della Politica” rilasciare le ormai CRONICHE dichiarazioni che attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto UNICAMENTE alle piaghe sociali del malaffare e della criminalità organizzata, nascondendo le proprie. Ci rivolgiamo quindi a tutte le persone che, come noi, sentono il peso della VIOLENZA perpetuata e aggravata dal silenzio e dall’incapacità dell’Amministrazione Locale e Centrale che, con tale atteggiamento, hanno contribuito enormemente e con gravi responsabilità ad “abolire” un diritto costituzionale, quello alla SALUTE PUBBLICA, sancito dall’articolo 32 che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ribadito anche dall’OMS che afferma: “La salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. A conferma di quanto citato è ormai evidente che anche la salute psicologica dei cittadini è a rischio. Beffati da chi dovrebbe tutelarci siamo costretti a subire frustrazioni continue con la pretesa e l’imposizione della tassa sulla spazzatura, la più alta in Italia.
Bisogna smetterla di continuare a parlare di “EMERGENZA RIFIUTI” in Campania! L’emergenza richiede un intervento IMMEDIATO e RISOLUTIVO che non può durare quattordici anni! Ormai sentir parlare di rifiuti è diventata una vera e propria DANNOSA CONSUETUDINE.
Infine la totale perdita di fiducia nei confronti del potere legislativo, esecutivo e giudiziario, quanto mai silenti e disattenti in questo lungo periodo di CATTIVA GESTIONE, ci induce a lanciare un appello alle coscienze dei cittadini campani chiedendo: ve la sentite di sostenere, attraverso il voto, chi per tutti questi anni anziché tutelare i vostri SACROSANTI diritti – sicurezza, salute e democrazia – li ha violati e calpestati con la logica del silenzio, dell’opportunismo e del profitto, togliendovi anche il diritto di esprimere DEMOCRATICAMENTE il vostro voto attraverso le preferenze? La nostra posizione è NETTA: diciamo NO ad uno Stato latente, torbido ed incapace, facendo sentire il grido assordante di chi non ne può più attraverso l’ASTENSIONE DAL VOTO IN CAMPANIA.
La nostra non è una provocazione, ma una PRESA DI POSIZIONE nei confronti della politica partitocratica, populistica e scellerata!!!
Daniele Leone - Libero professionista
Barbara Leone - Studentessa
Perché per i cittadini è così difficile farsi ascoltare dai loro rappresentanti? Le istituzioni sono così sovraccariche di lavoro che non possono “perdere tempo” dietro ai loro elettori? Stando ai risultati non si direbbe proprio! No, è il solo fatto di ricoprire un ruolo di potere che rende incapaci di ascoltare pareri e richieste che vengono “dal basso”. E questa non è un’opinione, ma un’evidenza scientifica, addirittura: è, più o meno, la tesi sostenuta da Pablo Briñol dell’Università Autonoma di Madrid. Il ricercatore ha coinvolto alcuni gruppi di volontari in una simulazione in cui dovevano interpretare di volta in volta il ruolo di un dirigente e di un impiegato. Subito dopo la simulazione, ai soggetti veniva chiesto di giudicare alcune campagne pubblicitarie caratterizzate da contenuti in alcuni casi molto accattivanti (per esempio, “questo cellulare ha una batteria che si ricarica in cinque minuti”), in altri decisamente banali (”questo cellulare funziona anche da calcolatrice”). Risultato: nella maggior parte dei casi i “capi” non notavano differenze tra i messaggi: erano in pratica troppo concentrati su se stessi per giudicare con lucidità la realtà. «Se dovete parlare a un vostro superiore», è il consiglio dei ricercatori, «non fatelo nel luogo dove esercita il potere!» Ora resta solo da capire come fare a “stanare” qualcuno da Montecitorio. [AP]
[ Focus ]
Ognuno di noi durante le campagne elettorali (Politiche, Amministative ecc.), pone la propria fiducia in qualcuno che lo dovrebbe rappresentare, o per lo meno condividere lo stesso ideale politico, ma poi tutto ciò viene sistematicamente offuscato o addirittura cambiato (si cambiano gli ideali, si cambiano le promesse ecc.), si cambia soprattutto a causa dalla bramosia del potere e dal ruolo di essere sempre al centro dell’attenzione.
Per cui gli elettori che hanno posto fiducia in qualcuno molto spesso si sentono delusi e cosi nascono gli “IGNAVI” come li avrebbe definiti il Sommo Poeta cioè coloro che sono ” senza infamia e senza lode”.
Le persone si allontanano dalla Politica, infatti crescono le percentuali di assenteismo che si registrano ad ogni tornata elettorale, in più sono critiche nei confronti di chi amministra la Cosa Pubblica anche se non si sono espresse con un loro consenso elettorale.
Allora dove andrà a fine la Società, chi ci governerà, visto che le nuove generazioni si allontanano e non si integrano nel tessuto sociale.