Archive for the ‘Ambiente’ Category


CIMICI DA LETTO

gen 10, 2009 Author: Enrico Nuzzo | Filed under: Ambiente, Cultura

La cimice dei letti è un insetto appartenente all’ordine degli Eterotteri (Heteroptera) e alla famiglia delle “cimidae”. Hanno la tipica forma a cuore del torace (ovale e appiattita quando è a digiuno) e due paia di ali (elitre) virtualmente assenti (fortemente ridotte a piccole squame ovali o assenti del tutto).

La testa è breve, dilatata trasversalmente.
 
 Il rostro, proprio degli Emitteri, nelle cimici è trasformato in un pungiglione piuttosto breve esteso anteriormente al capo che a riposo si ripiega in una apposita scanalatura sotto il capo e la parte antero-ventrale del torace, rendendosi quasi invisibile. Il colore è traslucido marrone ferrugineo quando è digiuna, rosso mattone cupo quando è piena di sangue.
 
 
La femmina può misurare in lunghezza 6-8 mm. (il maschio è più piccolo).

Non è un insetto solitario ma tende a vivere in comunità miste di maschi, femmine e fasi immature, mai troppo distanti dai loro ospiti.
 
Le femmine dopo il pasto di sangue (dura dai 3 ai 5 minuti in media ma può protrarsi anche per 10 minuti e succhiare sangue pari a 7 volte il proprio peso) si ritirano nei propri nascondigli, digeriscono il pasto e depongono le uova (da 1 a 5 al giorno, in media 2-3, protette da un guscio molto resistente). In 2-3 mesi depongono 200-300 uova.

Le uova sono di colore grigio perlaceo cremoso, lunghe poco più di 1 mm. e larghe mezzo, munite di un piccolo opercolo al polo anteriore. In 6-9 giorni (in condizioni di temperatura ottimale, più a lungo se è più freddo) dalle uova si dischiudono le ninfe (sarebbero le cimici giovani) che si accrescono mediante 5 mute per diventare adulte in circa un mese.
 
Morfologicamente le ninfe sono molto simili agli adulti (sono versioni in miniatura dell’adulto) di colore però chiaro. Sia gli adulti, maschi e femmine, sia le fasi ninfali, si nutrono di sangue (ematofagi). La vita di un adulto dura in media 6-12 mesi.

Necessita di una temperatura piuttosto alta per compiere il proprio ciclo vitale e perciò si insedia nelle stanze che d’inverno vengono riscaldate e nei luoghi più tiepidi della casa.
   
La cimice dei letti parassita preferenzialmente l’uomo (antropoparassiti) ma in sua assenza può pungere anche animali domestici (cani -specie quelli giovani-, gatti) e non disdegna neppure roditori, conigli, pipistrelli e uccelli.

Diversamente dai pidocchi che hanno bisogno di temperatura costante e perciò stanno a contatto con la pelle o sui peli o sui vestiti, la cimice non vive sull’uomo e sui suoi vestiti; il contatto con l’uomo è limitato al tempo necessario per nutrirsi di sangue..

Riesce a sopravvivere anche a basse temperature ma in tal caso sospende la propria   attività in attesa di condizioni termicamente favorevoli.

E’ molto sensibile alle alte temperature e muore dopo pochi minuti quando viene esposta al sole in una bella giornata estiva. Anche il freddo, specie se improvviso, può portare a morte l’insetto.
 
La puntura della cimice (con la quale inietta la propria saliva) non viene avvertita, diversamente dalla reazione cutanea seguente, costituita da papule molto pruriginose, che possono comparire anche dopo 9 giorni dalla puntura.

   
Si nutrono e si spostano di notte. Sono guidate dall’olfatto (non gradiscono l’odore di tutte le persone e quindi alcune sono preferite rispetto ad altre) e dalla temperatura del corpo del dormiente (temperature attorno ai 35°C). Si arrampicano sui letti e si dirigono rapidamente (sono dei “fast runners”) dove la pelle è più sottile e meglio irrorata di sangue come i polsi, il collo, le caviglie, non disdegnando le spalle e il  viso.
 
Se il letto non può essere scalato ( come ad esempio se i quattro piedi del letto fossero collocati in recipienti ripieni d’acqua), le cimici potrebbero scalare le pareti della stanza, e camminando all’ingiù sul soffitto, giunte sulla verticale della vittima, si lascerebbero cadere. Il sonno della vittima è un fattore favorente la cimice: se il paziente è sveglio e tiene la luce accesa, normalmente non pungono. Tuttavia in caso di digiuno prolungato,  le cimici possono diventare più aggressive, pungendo anche in ambienti ben illuminati.

Il digiuno comunque è ben tollerato, anche per mesi.

Durante il giorno si rifugiano nei materassi, nelle giunture dei letti, nelle fessure e screpolature dei muri, in vari pertugi delle zone calde della casa, dietro il mobilio, sotto la carta da parati e gli arazzi, attorno agli stipiti delle finestre e delle porte,, dietro ai quadri ed ai posters, nei telefoni, nelle radio e negli orologi, ecc..

La camera infestata dalle cimice emana un odore disgustoso (dovuto alle secrezioni di alcune ghiandole dell’insetto che vengono veicolate all’esterno attraverso due orifizi alla basse delle anche del terzo paio di zampe); si possono anche osservare i suoi escrementi essiccati sulle  lenzuola (gruppi di piccole macchie di colore nero o marrone).

La cimice dei letti non trasmette, in condizioni naturali, malattie anche se, essendo in grado di permettere lo sviluppo di alcuni parassiti, potrebbe potenzialmente trasmettere vari agenti infettivi.
Prevenzione:
La cimice dei letti non appare spontaneamente in casa. Inavvertitamente viene trasportata da un posto all’altro dalle persone. Ad esempio:

le cimici potrebbero essere veicolate tramite i bagagli depositati in un hotel e poi riportati a casa.

potrebbero essere introdotte in casa tramite il mobilio (vecchio).

Ovviamente man mano che il numero delle cimici  si moltiplica, aumenta anche la possibilità che esse possano essere trasportate ad altre stanze dell’hotel o dell’appartamento infestati.

Quindi, se alloggiamo in hotel, diamo una occhiata alle condizioni della stanza  in cui alloggiamo e non lasciamo le valige ai piedi del letto ma sull’ apposito mobilio.
quando compriamo dei mobili vecchi, puliamoli e trattiamoli con insetticidi prima di portarli all’interno dell’appartamento.

Visto che le cimici non sono facili da debellare, se si riscontrano delle cimici nella propria abitazione, è consigliabile rivolgersi alla propria ASL o ad un servizio di disinfestazione piuttosto che “il fai da te”. Le stanze infestate, durante il trattamento, debbono rimanere chiuse da un minimo di sette sino a dieci giorni (il tempo necessario alle uova di schiudersi: le uova infatti non vengono debellate dagli insetticidi)
 
Comunque, per quanto ci compete, è bene:

  1. eliminare i materassi.
  2. passare l’aspirapolvere sui divani, tappeti, battiscopa, testate e giunture del letto (buttando via il sacchetto al termine dell’operazione) .
  3. lavare con acqua calda (a temperature superiori ai 70°C) le coperture dei divani e gli indumenti

La terapia delle lesioni cutanee si basa sull’uso di topici cortisonici, selezionati in rapporto all’intensità delle lesioni stesse.
 
 

LISTERIA MONOCYTOGENES

gen 3, 2009 Author: Enrico Nuzzo | Filed under: Ambiente, Cultura

Caratteristiche Listeria monocytogenes

La listeria è un batterio ubiquitario che vive nel terreno. È di forma bastoncellare gram positivo, mobile per la presenza di flagelli, anaerobio facoltativo ed emolitico. Fa parte dei batteri psicotrofi (che sopravvivono a temperature inferiori a 5°C), infatti ha la caratteristica di mantenere la sua vitalità anche ad una temperatura di 0° ed ha un optimum di crescita di 37-38°C. La listeria si divide in sette specie, delle quali la monocytogenes causa listeriosi nell’uomo. Si conoscono 10 sierotipi diversi di listeria monocytogenes che possono infettare l’uomo causando listeriosi. Invece per quanto riguarda gli animali,

la Listeria è stata isolata in molti animali: mammiferi, uccelli, pesci, ecc.
Il range di PH per la crescita del batterio va da 5 a 10, con un optimum di PH di 7-8. La listeria non sopravvive a PH molto acidi, comunque da recenti ricerche si è visto che può sopravvivere in terreni con PH di 4,4.

La Listeria può sopravvivere a concentrazioni saline superiori al 20%.

La Listeria però non resiste molto bene alle alte temperature, infatti bastano temperature di 70°C per eliminarla questo batterio.

La Listeria è un batterio ubiquitario nell’ambiente, e può essere presente nel terreno e nelle acque e contaminare i vegetali e gli alimenti lavati con acqua contaminata.

Trasmissione e alimenti a rischio

La via di trasmissione è soprattutto alimentare. Il latte e i latticini sono gli alimenti più a rischio. La pastorizzazione è un processo di sanificazione del latte, che lo rende libero da listeria. I formaggi più a rischio di presenza della Listeria sono i formaggi a pasta molle e prodotti con latte non pastorizzato. Si riscontra anche la presenza del batterio in frutta, verdura, carne, pesce e dato che il batterio resiste alla refrigerazione, anche nei gelati.

Listeriosi cause ed epidemiologia

La Listeriosi è una malattia alimentare atipica, in quanto presenta un’elevata mortalità. Infatti in Europa nel 2004 sono stati documentati 1267 casi, con 107 morti (l’8,4%). Il triste primato delle morti va alla Svezia, che su un totale di 44 casi, si sono verificate 18 morti; mentre per fortuna in Italia ci sono stati soltanto 25 casi e 0 morti.
La Listeria penetra all’interno dell’epitelio intestinale e si moltiplica all’interno del citosol delle cellule. Successivamente viene trasportata nel circolo sanguigno e raggiunge i linfonodi, fegato, polmoni, cervello e placenta. Quest’ultimo particolare è molto importante, infatti anche se la gestante non mostra segni di listeriosi, la listeria può essere trasmessa al bambino attraverso la placenta. Una listeriosi in gravidanza è molto pericolosa, in quanto può provocare parti prematuri di neonati infetti, meningite neonatale, aborti e morte del neonato.
La listeriosi neonatale si può presentare sotto due forme: una ad esordio precoce, nel caso in cui la malattia viene acquisita nell’utero per via transplacentale (è detta Granulomatosi infantisettica) e presenta un’elevata mortalità; ed una ad esordio più tardivo, quando la malattia viene acquisita all’atto della nascita o subito dopo, quest’ultima forma si manifesta con meningite o meningo-encefalite accompagnata da setticemia.
In caso di listeriosi in gravidanza è necessaria un’immediata terapia antibiotica (di solito penicillina e ampicillina da sole o in combinazione con gentamicina), che può scongiurare la trasmissione al feto.

La listeriosi si presenta sotto due forme:

  • Gastroenterica
  • Invasiva

La forma gastroenterica è caratterizzata da una dose infettante alta ed ha un tempo di incubazione di 12 – 24 ore. Colpisce il sistema gastrointestinale.
La forma più grave è quella invasiva, che è caratterizzata da una bassa dose infettante, che causa meningiti, encefaliti e setticemie. Le persone più a rischio di listeriosi sono quelle che hanno un sistema immunitario compromesso e la probabilità di essere contagiati dal batterio dipendono proprio dallo stato di salute generale dell’individuo. La popolazione a rischio è rappresentata dai bambini, gli anziani e le donne incinte.

Consigli pratici

La Listeria è un patogeno molto pericoloso, quindi bisogna fare molta attenzione ai comportamenti più a rischio in cucina. Valgono le solite regole di igiene, soprattutto quella di mantenere in perfette condizioni igieniche i frigoriferi, infatti il batterio sopravvive a temperature anche di 0°C. Accortezze possono essere riservate al lavaggio di frutta e verdura con acqua potabile, alla cottura delle carni e del pesce e soprattutto porre molta attenzione ai formaggi molli. Una buona raccomandazione è quella di non bere mai latte non pastorizzato.

Il voto in campania…una questione di “coscienza”

mar 11, 2008 Author: Arkin | Filed under: Ambiente, Politica

L’immondizia si distrugge non si elegge!

Quella che un tempo era chiamata “Campania Felix” si è trasformata in “Campania Munnezz’”.
Nel corso degli anni la cattiva gestione politico-sociale delle Amministrazioni locali e centrali ha condotto all’attuale degrado ambientale, sociale e sanitario riscontrabile in ogni angolo delle nostre città con la presenza di discariche a cielo aperto – maleodoranti e nauseanti – che ledono la salute pubblica e l’immagine nazionale ed internazionale del nostro Paese. L’alto tasso di inquinamento, prodotto dalla diossina e dalla presenza di rifiuti tossici e speciali provenienti da ogni parte d’Italia – e non solo – ha provocato, nella nostra regione, un incremento vertiginoso della mortalità per tumori, il più alto in Italia.
Il fenomeno “munnezza” non ha risparmiato neppure l’economia locale, “cestinando” i marchi D.O.C e D.O.P. dei prodotti tipici campani. In alcune regioni, infatti, diversi esercizi commerciali – quasi a voler rassicurare i consumatori - espongono cartelli indicanti la NON PROVENIENZA dei prodotti dalla regione Campania.
Siamo stanchi di ascoltare i “Signori della Politica” rilasciare le ormai CRONICHE dichiarazioni che attribuiscono la responsabilità di quanto accaduto UNICAMENTE alle piaghe sociali del malaffare e della criminalità organizzata, nascondendo le proprie. Ci rivolgiamo quindi a tutte le persone che, come noi, sentono il peso della VIOLENZA perpetuata e aggravata dal silenzio e dall’incapacità dell’Amministrazione Locale e Centrale che, con tale atteggiamento, hanno contribuito enormemente e con gravi responsabilità ad “abolire” un diritto costituzionale, quello alla SALUTE PUBBLICA, sancito dall’articolo 32 che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, ribadito anche dall’OMS che afferma: “La salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale e non semplicemente l’assenza di malattia o infermità”. A conferma di quanto citato è ormai evidente che anche la salute psicologica dei cittadini è a rischio. Beffati da chi dovrebbe tutelarci siamo costretti a subire frustrazioni continue con la pretesa e l’imposizione della tassa sulla spazzatura, la più alta in Italia.
Bisogna smetterla di continuare a parlare di “EMERGENZA RIFIUTI” in Campania! L’emergenza richiede un intervento IMMEDIATO e RISOLUTIVO che non può durare quattordici anni! Ormai sentir parlare di rifiuti è diventata una vera e propria DANNOSA CONSUETUDINE.
Infine la totale perdita di fiducia nei confronti del potere legislativo, esecutivo e giudiziario, quanto mai silenti e disattenti in questo lungo periodo di CATTIVA GESTIONE, ci induce a lanciare un appello alle coscienze dei cittadini campani chiedendo: ve la sentite di sostenere, attraverso il voto, chi per tutti questi anni anziché tutelare i vostri SACROSANTI diritti – sicurezza, salute e democrazia – li ha violati e calpestati con la logica del silenzio, dell’opportunismo e del profitto, togliendovi anche il diritto di esprimere DEMOCRATICAMENTE il vostro voto attraverso le preferenze? La nostra posizione è NETTA: diciamo NO ad uno Stato latente, torbido ed incapace, facendo sentire il grido assordante di chi non ne può più attraverso l’ASTENSIONE DAL VOTO IN CAMPANIA.
La nostra non è una provocazione, ma una PRESA DI POSIZIONE nei confronti della politica partitocratica, populistica e scellerata!!!

Daniele Leone - Libero professionista

Barbara Leone - Studentessa

L’EcoAuto - per combattere il caro Petrolio

mar 10, 2008 Author: Arkin | Filed under: Ambiente, Economia

L’ecoauto ci riprova: in arrivo per il 2009?
Mentre Milano si cimenta con l’ecopass, l’Australia si appresta a sviluppare l’auto ad aria compressa. Il progetto non è nuovo, anzi. Inventata dai francesi Guy Nègre e Louis Arnoux agli inizi degli anni ‘90, oggi, finalmente, sembra che il progetto possa vedere la luce.

L’auto a emissione zero è dietro l’angolo? È dagli anni ‘90 che ogni tanto qualcuno tira fuori la chimera del motore ad aria compressa, ma forse, questa volta, c’è qualcosa di più concreto (foto da iSpot: curiosità e stranezze dal mondo della pubblicità).

Oggi è stata ribattezzata OneCat: è la vettura ad aria compressa d’origini francesi che sarà costruita (stando alle più recenti dichiarazioni) in Australia. Destinata, almeno inizialmente, al mercato locale. A sviluppare il progetto è stata la MDI-Energy, di Guy Nègre e Louis Arnoux, padri del cuore della OneCat, ovvero del suo motore che funziona ad aria, che sono riusciti a convincere gli australiani a utilizzare l’innovativa automobile. Raccogliendo così il milione e mezzo di dollari necessario per iniziare la fabbricazione. Ma la OneCat, per chi segue il mondo delle auto e delle nuove tecnologie, è una vecchia conoscenza anche in Italia: già nel 2001 fu presentata al Motorshow di Bologna con il nome di Eolo…

Progettata nel 1991
È dal 1991 che Guy Nègre lavora al progetto del motore ad aria e l’auto ha visto parecchie false partenze, compresa quella italiana, che avrebbe dovuto essere prodotta con il nome di Eolo (dalla Eolo Italia) a partire dal 2002. Invece il progetto si insabbiò, e della mini car super ecologica non si ebbero più notizie. Fino all’anno scorso, quando la MDI-Energy e la società Tata Group, primo gruppo automobilistico indiano, strinsero un accordo che prevedeva la realizzazione della OneCat, economica e con motore ad aria compressa, e in diversi modelli: dalla più piccola alla familiare e fino al minibus. L’accordo con Tata, che dispone già di infrastrutture in Australia, avrebbe in gran parte facilitato la condivisione del progetto con l’Australia e la sua fattibilità.

Ad aria e benzina
Il propulsore “ecologico” ha due cilindri i cui pistoni sono mossi dall’aria che esce dal serbatoio a una pressione molto elevata. Non essendoci combustibile, le emissioni inquinanti sono… zero. Secondo il progetto, l’auto non ha marce (sostituite da un computer che controlla la potenza erogata) e richiede manutenzione minima e un cambio d’olio ogni 50mila chilometri. Ad aria, però, non si riescono a superare i 50 km/h, quindi per la OneCat è stato previsto un secondo motore, a scoppio, che abbinato al primo consente di arrivare fino a 110 km/h.

L’auto in sintesi
Tra le caratteristiche dichiarate citiamo l’autonomia di 150 km con un pieno d’aria, da fare in 3 minuti attraverso un compressore, al costo di circa 2,50 euro, oppure in circa 4 ore grazie a un alimentatore da collegare a una normale presa elettrica, con un costo di circa 1,5 euro. È il ritratto quasi surreale, visti i tempio, di una utilitaria maneggevole, pulita, ecologica ed economica, non solo nel mantenimento, ma anche, sembrerebbe, nel prezzo di acquisto che dovrebbe aggirarsi intorno ai 5.400 euro. I primi modelli potrebbero essere pronti verso la metà del 2008 per il mercato australiano e neozelandese. Ma alla stessa epoca la piccola auto dovrebbe essere disponibile anche in India, a prezzi ancora più contenuti.

E in Europa?
Quanto al mercato europeo, sebbene si vociferi che OneCat potrebbe arrivare sulle nostre strade nel 2009, qualche perplessità è stata già sollevata. Infatti, per poter rendere efficiente il mezzo, è stata ideata una struttura molto leggera, in fibra di vetro, materiale con il quale verrebbe costruita la maggior parte del telaio e anche la scocca. Questo sarebbe un grave punto debole per quanto riguarda l’immissione in commercio nei Paesi del Vecchio Continente, perché non supererebbe i test di sicurezza UE.

Ancora un miraggio
L’automobile ad aria compressa francese sarà dunque venduta… ma non in Francia né in altri Paesi europei, almeno per adesso. È non si può dire che la MDI-Energy non ci abbia provato; sembra, infatti, che i gravi ritardi nel lancio della nuova vettura siano dovuti al fatto che la società abbia aspettato a lungo che un produttore francese si facesse avanti. In ogni modo, la tecnologia del motore ad aria compressa sembrerebbe per davvero pronta per essere finalmente sfruttata. Susanna Trave

Radon | Che Cosa è | Effetti sulla Salute

mar 3, 2008 Author: Raffaele Nuzzo | Filed under: Ambiente

Il radon è un gas radioattivo, che si trova nella terra e nel sotto suolo. Che si forma dal decadimento del radio, generato a sua volta dal decadimento dell’uranio.

Mentre il Radio e l’Uranio sono elementi solidi, il Radon è un Gas e quindi è in grado muoversi e fuoriuscire dal terreno ( o dai materiali da costruzione o anche dal acqua ) ed entrare negli edifici e nelle abitazioni, attraverso fesure anche microscopiche, dai pavimenti o dai pasaggi dei servizi ( idraulici, sanitari, elettrici ecc ), dove si accumula.

Da precisare che al Aria Aperta si disperde e non raggiunge mai concentrazioni pericolose.

Invisibile e inodore, il radon è un rischio per la salute quando si accumula a livelli elevati all’interno di case o di altre strutture. L’esposizione prolungata ed ad alte concentrazioni al radon risulta micidiale, infati è la seconda causa di decessi per cancro del polmone ogni anno negli Stati Uniti ed Unione Europea.

Problemi con Radon sono stati identificati in ogni parte del Italia ed Unione Europea.
Il problema, sia per la natura geologica del nostro territorio che per l’impiego di materiali da costruzione tipici dei nostri suoli (e, in alcuni casi, ricchi di uranio, come tufo e pozzolana) tocca molto da vicino il nostro Paese. Un’ Indagine Nazionale condotta sulle abitazioni italine alla fine degli anni ‘80 ha rilevato una concentrazione media di radon indoor pari a 77 Bq/m3 e dunque approssimativamente doppia rispetto a quella mondiale (valutata in 40 Bq/m3).

Radon | Come Funziona e Come si Disperde nel Ambiente

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Radium, che rilascia il radon, è comune nella crosta terrestre. Suoli e rocce contenenti elevati livelli di uranio, come il granito, fosfato, scisto sono fonti naturali di radon.
Il radon anzitutto penetra all’interno egli edifici risalendo dal suolo, secondo un meccanismo determinato dalla differenza di pressione tra l’edificio e l’ambiente circostante (il cosiddetto”effetto camino”).
La pressione all’interno della casa, infatti, a causa della temperatura più elevata, è spesso leggermente inferiore rispetto a quella esterna e così “richiama” aria e, con essa, il radon dal sottosuolo, attraverso tutte le aperture (giunture, cavità ed anche piccole crepe o fessure difficili da individuare).

La concentrazione di radon subisce considerevoli variazioni sia nell’arco della giornata che in funzione dell’avvicendarsi delle stagioni. Essa tende inoltre a diminuire rapidamente con l’aumentare della distanza dell’appartamento dal suolo.
Il problema investe dunque in modo particolare cantine e locali sotterranei o seminterrati.
L’acqua è un altro percorso possibile per il ricorso al radon in casa. Acqua, quando è in contatto con la roccia contenente uranio, assorbe il gas radon.


Dal radon è possibile difendersi in molti modi.

Come sempre, il sistema migliore è la prevenzione, attuata mediante una progettazione edilizia antiradon nelle zone a rischio e mediante la scelta di materiali da costruzione a basso contenuto di radioattività.

Un altro Modo molto semplice è quello di disperderli aprendo semplicemente le finestre degli ambienti domestici.

Per Domande potete scrivere qui nei commenti.

Geometra: Raffaele Nuzzo

Elettrosmog ed effetti a lungo e breve termine

nov 2, 2007 Author: Enrico Nuzzo | Filed under: Ambiente

  Il termine elettrosmog indica l’inquinamento da campi elettromagnetici. Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, nei radar, nei ripetitori televisivi e telefonici, il campo oscilla ad alta frequenza. La parte più importante del campo e quella elettrica. Negli elettrodotti la parte più significativa è quella magnetica.

I CAMPI ELETTROMAGNETICI FANNO MALE

Effetti a lungo termine

Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensità. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all’interazione tra i messaggi  elettrochimici dell’organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensità i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici. Antenne - Ripetitori  - Radar Nel 1996 è stato pubblicato il più grande studio epidemiologico, condotto dal Dott. Stanislaw Szmigielski, finanziato dalla Comunità Europea, uno studio polacco sugli effetti delle radiofrequenze, i risultati sono chiari: aumenta il rischio per tutte le patologie indagate quali : insonnia, tremori, mal di testa, sbalzi di umore, caduta dei capelli, ansia, tachicardia, mancanza di equilibrio, problemi di vista, irritabilità e nervosismo, depressione, aumento dei casi di tumore. Nel 2000 al Congresso di Roccaraso gli scienziati confermano le posizioni e riconoscono che esiste una evidenza che l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (quelli delle antenne per la telefonia cellulare) può avere effetti negativi sulla salute: l’aumento dei casi di tumore, per esempio, l’aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi e neurologici. Questi effetti sono confermati dalle ricerche svolte negli ultimi 40 anni sulle cellule, sugli animali e sulle persone. Gli  scienziati chiedono con urgenza che nella pianificazione della rete delle antenne per la telefonia mobile si raggiunga un valore di esposizione di 0,2 volt/metro ed non si superi i 0,6 volt/metro.Linee e Cabine ElettricheLe indagini condotte su individui residenti vicino ad elettrodotto hanno accertato un aumento del rischio di ammalarsi. Sono state indagate molte patologie. La leucemia infantile, molto rara, è stata utilizzata per dimostrare definitivamente gli effetti biologici dei campi magnetici prodotti da elettrodotti e simili. Gli studi affermano che l’esposizione è associata a incrementi dell’insorgenza di leucemie tra la popolazione infantile.L’ultimo Studio Internazionale pubblicato nel settembre 2000, afferma che il rischio di leucemia infantile raddoppia in prossimità di elettrodotti quando il campo ha valori uguali o maggiori di 0,4 microTesla. Sempre nel 2000 uno studio del Registro Tumori di Varese ha stimato un rischio relativo di 4,5 in corrispondenza di livelli de esposizione superiore a 0,1 microTesla.  

Effetti a breve termine

Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell’uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue l’assorbimento dell’energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari  che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione. 

POSSIBILI SOLUZIONI 

ELETTRODOTTI

Il campo si può ridurre allontanandoli o interrandoli. Le linee rappresentano un grave deturpamento del paesaggio e pertanto e meglio interrarle, anche se i costi sono maggiori. Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove non siano permesse le costruzioni e limitate le attività umane. Le linee interrate danno luogo a campi ridotti grazie alla vicinanza dei conduttori ed all’effetto schermante del rivestimento del cavo e del terreno. A parità di corrente in linea il campo di un cavo interrato si riduce a 0,2 microtesla almeno alla metà delle distanze dalle corrispondenti linee aeree.

ANTENNE

Il campo si può ridurre allontanandole dai luoghi del vivere e riducendone la potenza. Il campo di un’antenna alta 30 metri circa e di potenza 50 W tipo si riduce a 0,5 volt/metro a circa 500 metri dall’antenna e allontanandosi si riduce molto lentamente