Il Natale è ormai alle porte e sei preoccupato perché non riesci a trovare il regalo giusto per tuo fratello che non legge, non ascolta musica e ha già sei cellulari?

  • La ricerca dei guanti di ciniglia da regalare a tua cognata ti indispettisce?
  • Il solo pensiero di sprecare i prossimi sabati e domeniche nel traffico delle feste per spostarti da un negozio di candele all’altro ti ripugna?
  • L’idea di dover trascorrere ore ed ore tra mercatini affollati e venditori di angeli di legno ti disgusta?

Ebbene, rallegrati: la soluzione al problema esiste!

Ed è semplicissima, quasi scontata. E’ sufficiente astenersi dal fare regali. Non dico far regali intelligenti, rispettosi dell’ambiente o equosolidali. Stiamo parlando di una misura ancora più drastica. Ossia: non regalare una mazza.

Vuoi mettere l’umiltà francescana del mero presentarsi a mani vuote?
L’ammirabile modestia del limitarsi a ricevere senza ricambiare?

E questo, senza mostrare pudore, ma vantandosene. Non lo facciamo per tirchieria, figuriamoci, guai a chi solo osa pensarlo. Per giustificarci sarà sufficiente sfornare luoghi comuni a caso del tipo “è che siamo orgogliosi oppositori di un consumismo immorale che da troppi anni contribuisce a svilire la vera spiritualità religiosa natalizia per sua storica, natura povera e priva di sfarzo eccetera eccetera eccetera” .

Ma se i parenti preferiscono adeguarsi al malcostume commerciale, e persistere a donarci oggetti o (peggio) soldi, ebbene: facciano pure.
Pur di non offenderli, accetteremo.