Il termine elettrosmog indica l’inquinamento da campi elettromagnetici. Il campo è il risultato della corrente e della tensione elettrica ed è diviso in una parte elettrica ed una parte magnetica. Nei cellulari, nei radar, nei ripetitori televisivi e telefonici, il campo oscilla ad alta frequenza. La parte più importante del campo e quella elettrica. Negli elettrodotti la parte più significativa è quella magnetica.
I CAMPI ELETTROMAGNETICI FANNO MALE
Effetti a lungo termine
Gli effetti biologici sono legati anche alle lunghe esposizioni a campi di bassissima intensità. Le esposizioni prolungate, che in Italia sono convenzionalmente determinate in almeno 4 ore, favoriscono un effetto non termico. Questo effetto è dovuto probabilmente all’interazione tra i messaggi elettrochimici dell’organismo e le onde elettromagnetiche. Anche a bassissima intensità i campi elettromagnetici si comporterebbero come delle piccole sollecitazioni che, se ripetute nel tempo, provocano dei danni biologici. Antenne - Ripetitori - Radar Nel 1996 è stato pubblicato il più grande studio epidemiologico, condotto dal Dott. Stanislaw Szmigielski, finanziato dalla Comunità Europea, uno studio polacco sugli effetti delle radiofrequenze, i risultati sono chiari: aumenta il rischio per tutte le patologie indagate quali : insonnia, tremori, mal di testa, sbalzi di umore, caduta dei capelli, ansia, tachicardia, mancanza di equilibrio, problemi di vista, irritabilità e nervosismo, depressione, aumento dei casi di tumore. Nel 2000 al Congresso di Roccaraso gli scienziati confermano le posizioni e riconoscono che esiste una evidenza che l’esposizione ai campi elettromagnetici ad alta frequenza anche di bassa intensità (quelli delle antenne per la telefonia cellulare) può avere effetti negativi sulla salute: l’aumento dei casi di tumore, per esempio, l’aumento dei casi di disturbi cardiaci, riproduttivi e neurologici. Questi effetti sono confermati dalle ricerche svolte negli ultimi 40 anni sulle cellule, sugli animali e sulle persone. Gli scienziati chiedono con urgenza che nella pianificazione della rete delle antenne per la telefonia mobile si raggiunga un valore di esposizione di 0,2 volt/metro ed non si superi i 0,6 volt/metro.Linee e Cabine ElettricheLe indagini condotte su individui residenti vicino ad elettrodotto hanno accertato un aumento del rischio di ammalarsi. Sono state indagate molte patologie. La leucemia infantile, molto rara, è stata utilizzata per dimostrare definitivamente gli effetti biologici dei campi magnetici prodotti da elettrodotti e simili. Gli studi affermano che l’esposizione è associata a incrementi dell’insorgenza di leucemie tra la popolazione infantile.L’ultimo Studio Internazionale pubblicato nel settembre 2000, afferma che il rischio di leucemia infantile raddoppia in prossimità di elettrodotti quando il campo ha valori uguali o maggiori di 0,4 microTesla. Sempre nel 2000 uno studio del Registro Tumori di Varese ha stimato un rischio relativo di 4,5 in corrispondenza di livelli de esposizione superiore a 0,1 microTesla.
Effetti a breve termine
Gli studi hanno dimostrato che esposizioni ad elevate intensità di campo elettromagnetico possono generare nell’uomo un effetto termico, cioè il riscaldamento del corpo, o di sue parti esposte alle radiazioni, che segue l’assorbimento dell’energia elettromagnetica. Gli effetti riscontrati sono molteplici e confermano il pericolo per la salute. Un esempio sono le esposizioni a cui sono soggetti gli utenti dei telefoni cellulari che irradiano campi di valore molto elevato durante la conversazione.
POSSIBILI SOLUZIONI
ELETTRODOTTI
Il campo si può ridurre allontanandoli o interrandoli. Le linee rappresentano un grave deturpamento del paesaggio e pertanto e meglio interrarle, anche se i costi sono maggiori. Pertanto occorre che vi sia un corridoio dove non siano permesse le costruzioni e limitate le attività umane. Le linee interrate danno luogo a campi ridotti grazie alla vicinanza dei conduttori ed all’effetto schermante del rivestimento del cavo e del terreno. A parità di corrente in linea il campo di un cavo interrato si riduce a 0,2 microtesla almeno alla metà delle distanze dalle corrispondenti linee aeree.
ANTENNE
Il campo si può ridurre allontanandole dai luoghi del vivere e riducendone la potenza. Il campo di un’antenna alta 30 metri circa e di potenza 50 W tipo si riduce a 0,5 volt/metro a circa 500 metri dall’antenna e allontanandosi si riduce molto lentamente
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